Lo stigma del fallimento, in Italia, pesa spesso più dei numeri: diventa un marchio personale, quasi una condanna sociale. È da qui che parte l’avvocato Alessandro Pazzaglia nel suo libro Il fallimento: oltre lo stigma, pubblicato con Bookness. Ne parla con Emanuele Properzi in questa videointervista.
La domanda di fondo è semplice e scomoda: è giusto definire una persona attraverso un insuccesso? La risposta di Pazzaglia, maturata in oltre quarant’anni accanto a imprenditori e famiglie in crisi, è che il fallimento è un evento della vita, non una definizione dell’essere.
Chi è Alessandro Pazzaglia e la crisi d’impresa
Pazzaglia è avvocato a Roma da 41 anni, nello studio fondato dal padre — professore universitario — che quest’anno compie ottant’anni. La sua materia è il diritto societario, commerciale e fallimentare, con un focus sulla prevenzione e la gestione della crisi d’impresa.
Il suo invito è a non arrivare all’ultimo momento, quando i giochi sono fatti. Andare dall’avvocato, sostiene, dovrebbe essere come andare dal medico per un checkup annuale: un controllo periodico della salute dell’azienda, dei conti e dei rapporti. Oggi, aggiunge, il codice della crisi offre molte più possibilità di un tempo per risanare l’impresa e salvare valore e posti di lavoro.
Un saggio, non un manuale: diritto, arte e vita
Di libri tecnici sul diritto fallimentare, osserva Pazzaglia, ne esistono già molti scritti da autori autorevoli. Per questo ha scelto un taglio diverso: un saggio che guarda al diritto dal punto di vista dell’uomo e dell’evento umano. Un orizzonte che gli ha permesso di allargare lo sguardo anche all’arte, a cui è particolarmente sensibile, con pagine dedicate ad artisti o opere che non ebbero fortuna in vita e furono rivalutati solo dopo.
Oltre lo stigma: “è fallito” contro “ha fallito”
Il cuore del libro è una distinzione che Pazzaglia definisce lessicale ma di profonda sostanza: quella tra è fallito e ha fallito. Il verbo essere carica sulle spalle della persona una condanna che a volte si trasmette persino alle generazioni successive; il verbo avere racconta invece un tentativo, un’esperienza.
Se dici che uno «è fallito» lo definisci; se dici che «ha fallito», racconti che ha fatto un tentativo, un esperimento. Succede.
Andare oltre lo stigma significa smettere di leggere il fallimento come colpa e riconoscerlo come un momento — certo negativo, in cui si perdono denaro, beni e rapporti — dopo il quale, però, si può ricominciare.
La seconda chance e il fattore umano
Il quadro normativo italiano, spiega Pazzaglia, consente oggi la cosiddetta seconda chance: chi si dimostra meritevole può accedere a procedure che permettono di ripartire, anche a livello di riabilitazione sociale. Proprio perché la posta in gioco è alta — la legge sul sovraindebitamento fu perfino soprannominata “salva suicidi” — l’avvocato insiste su un punto: la disperazione non deve mai prevalere, perché una via d’uscita esiste.
Qui entra il fattore umano. L’avvocato, ricorda, ha un’obbligazione di mezzo e non di risultato: non può garantire l’esito, ma può mettere a disposizione impegno e presenza. È quando il cliente sente accanto non solo un consulente legale ma una persona, spiega, che nasce il rapporto di fiducia da cui arrivano i risultati migliori.
A chi è rivolto il libro: un messaggio di speranza
Pazzaglia non ha scritto pensando a un lettore preciso, ma a un pubblico ampio, con un messaggio di speranza che va oltre l’intervento legale: chiunque abbia vissuto una crisi deve sapere che la vita resta aperta e offre un’altra possibilità. Nel libro cita casi reali seguiti dal suo studio, come una procedura a Matera aperta da quarant’anni, una ferita che segna intere famiglie e generazioni.
Il confronto con l’estero, per lui, è illuminante: nei paesi anglosassoni il fallimento non porta lo stesso marchio.
All’estero il fallimento è una riga del curriculum, non un punto conclusivo: dopo, nel curriculum della vita, c’è sempre una riga successiva.
Il libro Il fallimento: oltre lo stigma
Il fallimento: oltre lo stigma di Alessandro Pazzaglia è pubblicato con Bookness ed è disponibile in cartaceo ed ebook su Amazon e negli altri store online, oltre che nelle librerie sul territorio con Fastbook. Acquista “Il fallimento: oltre lo stigma” su Amazon.
Domande frequenti
Di che cosa parla Il fallimento: oltre lo stigma di Alessandro Pazzaglia?
Il fallimento: oltre lo stigma di Alessandro Pazzaglia è un saggio che guarda al diritto fallimentare dal punto di vista umano. L’avvocato affronta lo stigma del fallimento in Italia, la distinzione tra “è fallito” e “ha fallito” e la possibilità di una seconda chance dopo la crisi d’impresa.
Che cosa si intende per stigma del fallimento?
Secondo Alessandro Pazzaglia lo stigma del fallimento è la connotazione sociale che in Italia trasforma un insuccesso economico in un marchio personale. Il suo libro invita a superarlo, distinguendo tra chi “è fallito”, una condanna, e chi “ha fallito”, cioè ha semplicemente fatto un tentativo.
Chi è Alessandro Pazzaglia?
Alessandro Pazzaglia è un avvocato di Roma con 41 anni di esperienza in diritto societario, commerciale e fallimentare, specializzato nella prevenzione e gestione della crisi d’impresa. È autore del libro Il fallimento: oltre lo stigma, pubblicato con Bookness.
A chi è rivolto Il fallimento: oltre lo stigma?
Il libro di Alessandro Pazzaglia è rivolto a imprenditori, professionisti e a chiunque abbia vissuto un momento di crisi e voglia riprendersi la propria storia. È un messaggio di speranza che va oltre l’aspetto legale, per leggere il fallimento come un evento della vita e non come una condanna.
La videointervista completa ad Alessandro Pazzaglia è disponibile in questa pagina, con la trascrizione integrale più in basso. Per una lettura diversa dello stigma del fallimento, acquista “Il fallimento: oltre lo stigma” su Amazon.
Trascrizione completa dell’intervista
Ciao a tutti, benvenuti in questa nuovissima intervista di Booknes. Per me è un grandissimo onore va avere dall’altra parte Alessandro Pazzaia. Dottor Pazzaia, buongiorno. Autore del libro che vedete qua in sovimpressione, il fallimento. Ovviamente ci diamo del tu, Alessandro. Assolutamente. Oh, ciao. Ciao Emanuele, buonasera a te, buonasera a tutti. Eh, mi vorrei presentare e sono Alessandro Pazzaglia e un avvocato a Roma e da
41 anni e dove sono seduto adesso, in questo momento era seduto mio padre e che ha inaugurato, insomma, avviato questo studio 80 anni fa, quindi quest’anno lo studio compie il suo 80º anno di esistenza e di presenza eh a Roma e in Italia, diciamo così. La materia principale, diciamo, di studio è sempre stata quella del diritto societario, diritto commerciale e diritto fallimentare, perché mio padre era professore
universitario. Io mi sono concentrato, a mia volta sulla crisi diimpresa, anzi per meglio dire sulla prevenzione e gestione della crisi diimpresa, perché oggi, a differenza del passato, le opportunità per l’imprenditore, per l’azienda, per i singoli imprenditori sono tantissime offerte dal codice della crisi diimpresa e quindi oggi eh la possibilità di risanare l’azienda, di salvare il valore aziendale, di salvare i posti di lavoro. sono molteplici e quindi
se l’imprenditore ha e recepisce questa cultura positiva di non arrivare all’ultimo momento quando i giochi sono ormai fatti troppo tardi, ma si rende conto che si deve andare dall’avvocato un po’ come si fa dal medico quando si fa un checkup di controllo annuale sullo stato di salute e lo stesso andrebbe fatto con l’avvocato, col professionista, col commercialista, con chi si voglia, purché si faccia un un check
della della situazione aziendale, dei numeri, dei conti e dei rapporti che ogni ogni azienda ha all’esterno. L’idea di questo libro mi è nata e sono particolarmente contento di che Emanuele mi abbia dato questa opportunità, questa occasione perché non voleva essere una una trattazione troppo tecnica perché di libri sul diritto fallimentare ce ne sono tanti scritti da persone molto più autorevoli di me e quindi non volevo sovrappormi
a un a un taglio eccessivamente tecnico e giurido. Ho preferito parlare del diritto perché questa comunque è, diciamo, è il mio è il mio pane quotidiano, però il diritto è fallimentare, però visto dalla sotto la il punto, diciamo, di osservazione dell’uomo, dell’evento umano. Quindi questo consente di ampliare il l’orizzonte e di estendere l’osservazione del fenomeno del fallimento anche in altri settori, come per esempio quello dell’arte al
quale io sono particolarmente sensibile e e quindi nel all’interno del libro ho dedicato anche eh delle parti dove si narrano casi di artisti che o non hanno avuto fortuna in vita o alcune opere non non hanno avuto fortuna e poi successivamente invece l’hanno l’hanno ricevuta. Bene, da dove è nata l’idea proprio di scrivere un libro così particolare? Sembra libro tecnico, ma in realtà è un libro
quasi anche esatto, esatto. diciamo è più è più un saggio, diciamo, dove porto la mia esperienza perché arrivato dopo 41 anni di attività, devo dire che di storie ne ho viste e ne ho accompagnate tante a livello personale e perché poi, diciamo, eh l’avvocato eh diventa un po’ ehm la persona di fiducia, di riferimento del cliente. si stabilisce un rapporto eh spesso, anzi si dovrebbe anzi
stabilire un rapporto di reciproca fiducia e affidamento in modo tale, diciamo, che il cliente che ha un problema, che ha un’esigenza, si senta eh tutelato e supportato dal dal professionista, dal in questo caso dal dall’avvocato nel nel sostenere quelli che sono dei pesi, perché quando parliamo di questa materia generalmente abbiamo situazioni problematiche, situazioni difficili anche a livello personale, a livello familiare. per nulla. Eh, la legge, la
legge numero tre sul sovraindamento fu chiamata la legge salva suicidi perché purtroppo e le persone che soprattutto quando gestiscono eh aziende personali dove hanno investito anche beni personali, patrimonio personale e e si creano situazioni, diciamo, di difficoltà con banche, col fisco, eccetera, veramente a volte la disperazione rischia di prendere il sopr sopravvento e questo non deve succedere mai per nessun motivo. Infatti nel titolo c’è una
parte che parla di oltre lo stigma. Quindi Alessandro, qual è secondo te lo stigma più pesante che accompagna a chi fallisce in Italia? Ecco, lo stigma più pesante è proprio la eh la connotazione sociale che deve deve necessariamente cambiare perché eh io faccio una distinzione anche lessicale che però è di profonda sostanza quando si dice è fallito rispetto a ha fallito. Il verbo essere rispetto al verbo
avere accompagnato dal dal dall’espressione fallito è assolutamente diversa. È una prospettiva completamente diversa. diciamo se tu sei fallito ti fai carico eh sulle tue spalle, diciamo, di una eh di una situazione negativa pesantissima che a volte si porta anche successivamente nelle generazioni eh che seguono. Eh il invece ha fallito è una un’accezione assolutamente diversa perché ha, diciamo, fatto un tentativo, ha fatto un esperimento, ha fatto un’esperienza
e poi ha fallito. Succe succede. non è una non è questa, diciamo, la la gravità, quindi si deve andare oltre questo stigma che a volte è anche lessicale del fallimento inteso come colpa e invece intendere l’esperienza del fallimento come della vita, diciamo, è un momento sicuramente negativo perché ha comportato delle situazioni dove si sono persi dei soldi, magari si sono persi anche a volte eh degli immobili,
dei beni e dei rapporti però c’è la possibilità di ricominciare, cioè la persona deve sapere che dentro di sé ha le possibilità di di ricominciare e oggi il quadro normativo in Italia consente esattamente questa, la la famosa seconda chance, cioè di ripartire, ti dà la possibilità di di ripulire, diciamo, i debiti che non per colpa ovviamente hai accumulato eh nel passato e ti dice, “Guarda, eh se
tu mi segui questa procedura dimostri di essere stato meritevole di di diciamo di accedere a questo beneficio. Io stato italiano ti consento, diciamo, di togliere i debiti, cioè purtroppo in quei creditori non riceveranno mai quello che devono avere, però tu da quest’altra parte hai la possibilità di riprendere la tua vita in mano, cioè di ricominciare questa attività lavorativa, imprenditoriale e anche di di diciamo così di riabilitazione
a livello sociale nella tua pratica decennale, quindi nella tua esperienza professionale importante. Quand’è che ti è scattata quella molla che ti ha permesso di comprendere il fallimento non come un mero fatto economico giuridico, ma sì, una questione primariamente umana. Ecco, questo mi è capitato quando eh la persona che si è rivolta a me come professionista mi ha eh coinvolto a livello a livello
umano, cioè mi ha messo in sostanza la la sua vita, il suo futuro nelle mie mani. Questo mi ha dato una responsabilità perché non è soltanto, diciamo, il successo della della procedura, perché quello, purtroppo, nessun avvocato può garantirlo. l’avvocato lavora per un’obbligazione di mezzo e non di risultato. Quindi, diciamo, l’avvocato non potrà mai dare la garanzia al cliente, diciamo, di riuscire a eh ad arrivare in fondo,
però e può dare al cliente e quindi anche alla persona la eh l’impegno assoluto e alla alla sua causa, alla alla sua esigenza, alla sua al suo problema. E quando il cliente si accorge che l’avvocato è non è soltanto un consulente legale, ma è anche una persona che gli sta accanto nel momento in cui può avere un un una debolezza, uno svandamento, una eh un una un
atteggiamento così magari pessimistico. Allora lì si rende conto, diciamo, che se c’è l’avvocato che lo supporta, che gli fa capire, guarda che non è così, guarda che ci sono delle possibilità, io ti seguo, non ti abbandono, ti voglio accompagnare per la tua eh sopravvivenza, per la tua riuscita eh futura, allora lì è si si scatta, diciamo, quel connubio tra avvocato e persona che poi porta i migliori
risultati. Bene, vedete qua in sovraimpressione la copertina del libro Il fallimento, disponibile su Amazon in cartaceo in ebook, su tutti i principali bookstore come Mondadori, Feltrinelli e tanti altri ed è distribuito anche alle librerie fisiche sul territorio tramite fastbook. Detto questo, Alessandro, la domanda che vorrei ancora farti è
nello specifico, a chi è rivolto questo libro? Ecco, io quando eh ho sentito questo desiderio di mettere eh per iscritto questi lunghi anni di di vita professionale e e di esperienze e non ho pensato a nessuno in particolare e all’interno del libro ci sono dei riferimenti specifici a casi di studio che sono stati seguiti dal mio studio e prima ancora di me, da mio padre, poi addirittura
e da me, perché la procedura non è ancora chiusa. C’è un caso assolutamente assurdo per la storia della giustizia italiana che vede una una procedura fallimentare a Matera che è aperta da 40 anni e ancora non si è chiusa nonostante abbia abbia 1 milione di di attivo dentro da dare ai creditori e e ciò nonostante il fallimento è ancora aperto e questo è una ferita che eh
non si non si riesce a rimarginare, cioè il il l’imprenditore il capostivide della famiglia non c’è più ovviamente che era a suo tempo seguito da mio padre, c’è adesso c’è il figlio e che sono io il suo legale di riferimento per questa per questa situazione e quindi si è continuato, diciamo, nella generazione nel passaggio generazionale anche nel rapporto eh lavorativo e e mi rendo conto, diciamo, che
il non riuscire dopo 40 anni a chiudere una procedura significa lasciare aperta una ferita e a livello affettivo familiare, perché il padre, diciamo, che nonostante, diciamo, tutto l’impegno professionale eccetera, non è riuscito a nel nell’obiettivo, diciamo, di portare in salvo la sua la sua azienda, la sua impresa, ha, diciamo, poi la ne se n’è fatto se sono fatti carico i figli e quindi a questo punto, diciamo,
stiamo cercando con tutti i mezzi di eh arrivare a questo obiettivo. Quindi, quando io ho preso la penna in mano, non ho pensato a una situazione particolare, unica, specifica. Ho pensato veramente, diciamo, alla alla possibilità di rivolgermi a un pubblico ampio proprio per dare un messaggio di speranza, un messaggio, diciamo, che va al di là di quello che è lo stretto intervento legale. È proprio un messaggio
di speranza verso la vita. Cioè, chiunque, al di là del fatto che può essere mio cliente o non mio cliente, non è importante questo, però chi legge deve rendersi conto che la vita comunque eh è rimane aperta e gli e gli darà un’altra possibilità. Fantastico. È veramente un aspetto che stai trattando di grande impatto sociale, soprattutto nel nostro paese, per questioni burocratico. Assolutamente. Anche per questioni di
mentalità, perché in Italia chi fallisce è visto in maniera diversa nei paesi ancora. Sì, sì, sì, assolutamente, assolutamente. E che proprio così, diciamo, nel nel regime anglosasso in Inghilterra, in negli Stati Uniti d’America, il fallimento non è visto così come come qui da noi, diciamo. è un momento, come ti dicevo prima, diciamo, è un momento della vita e è come se fosse un una
riga del curriculum della del professionale del della vita di ciascuno, cioè ognuno c’ha un curriculum secondo l’esperienza che ha fatto e quella persona nel suo curriculum avrà che e in quella e in quell’esperienza imprenditoriale che è andata da 2 anni, 3 anni, 5 anni, 10 anni della sua vita, quello che è stato è stato e lì e poi si è chiusa e dopo ci sarà una riga
successiva nel suo curricolo dove lui andrà a dire “Ho ripreso l’attività, mi sono messo a fare quest’altra cosa, ho continuato a fare la stessa cosa oppure qualcuno mi ha chiamato per fare questa cosa.” Quindi continua il suo curriculum della vita non è un punto conclusivo, ma è soltanto, diciamo, un una delle varie righe del curriculum. E forse sarà anche per questo che il tuo libro, Alessandro sta
andando benissimo, stai ricevendo. Beh, sono contento, sono contento. Assolutamente entusiaste. E poi ecco, eh qual è ad esempio la recinzione più bella che hai ricevuto, il feedback che ti ha colpito di più? Ma guarda, eh voglio dire, l’importante è, diciamo, che la che chi abbia letto il libro e e che io ovviamente invito invito a leggere, chi abbia letto il libro abbia e abbia
capito con quale occhio io ho esaminato questo tema. Allora, diciamo, se nella recensione io mi rendo conto, diciamo, che c’è stata questa questa percezione, allora per me è la soddisfazione più grande, perché vuol dire che io sono riuscito a tradurre un qualche cosa, perché le parole non sempre traducono e io, diciamo, posso dire eh di essere stato fortunato perché ho avuto dei bravi maestri che mi hanno
insegnato l’attività, mi hanno insegnato l’importanza del dello scrivere, l’importanza della sintesi, l’importanza del della e della della spiegazione. così come anche l’importanza della della discussione, perché quando soprattutto in passato, adesso non ci si va quasi più, ma in tribunale si andava davanti al giudice, bisognava discutere le cause. Oggi si scrive tutto. Oggi il giudice non vuole più vedere gli avvocati davanti al suo davanti alla sua scrivania,
ma dice “No, scrivetemi delle note, io me le leggo e e deciderò quello che devo quello che devo decidere”. Quindi anche questo qui un pochino si è perso, però la cosa importante, diciamo, è che riuscire a tradurre i concetti nelle parole giuste e quando c’è, ripeto, una recensione, diciamo, che eh attesta questa questo riconoscimento, per me è la soddisfazione più grande. Vedete qua in sovraimpressione la copertina
del libro Il fallimento, un libro diverso dal solito, un vero saggio che comunque è profondamente utile, quindi ti spiega da un punto di vista tecnico molti aspetti che spesso vengono sorvolati, ma soprattutto da un punto di vista mentale umano ti dà una chiave interpretativa dell’ar Esatto. estremamente utile. Alessandro, grazie. Grazie, grazie veramente. Posso chiederti come ti sei trovato con il nostro servizio Bookness?
Bookness è un servizio eccellente, lo dico e proprio con la sua totale sincerità. A me non piace dire cose che non penso. Non sono stato abituato a, diciamo così, a a riportare pensieri non veritieri o o non o non sinceri. E Buknes è stato un supporto eccellente dal punto di vista editoriale, dal punto di vista promozionale, dal punto di vista dell’assistenza eh pre e post. eh tutte
persone di altissimo livello, molto qualificate, hai un veramente una squadra che funziona in maniera veramente eccezionale e io ti faccio i miei complimenti personali. Io sono l’ultimo, diciamo, degli autori che poi in termini di autorevolezza, però sono un un autore bookness estremamente soddisfatto. Grazie, grazie di cuore Alessandro. Assolutamente non sei l’ultimo, anzi avere questo riscontro da un professionista straordinario come te per noi è veramente un
onore. Grazie, grazie. Grazie ancora. di stringerti la mano, magari a Rom. Altrettanto, senz’altro, con piacere, ti aspetto. Un abbraccio. A presto. Un abbraccio a te. A presto. Ciao.


